Più smart working per tutti!: in questi giorni c’è la gara a chi chiede più giorni di lavoro agile. 

In effetti durante il lock down abbiamo lavorato comunque bene e la produttività è rimasta alta. Quindi la CISL dice si, convintamente, al lavoro agile. 

E così durante gli incontri con l’Amministrazione dello scorso ottobre sulla nuova policy, la CISL ha chiesto che tutto il personale potesse avere 23 giorni di smart. Ma ci hanno detto di no (e possono farlo perché è materia di confronto e non di contrattazione)

Abbiamo però ottenuto di mantenere i 6 giorni fino ad 8 - quando la volontà MEF era restrittiva ed in altre Amministrazioni il lavoro agile l’hanno diminuito. 

Abbiamo aumentato le casistiche che consentono di ottenere 8 e 10 giorni e abbiamo salvaguardato i colleghi in condizione di “maggiore esposizione a rischi della salute”. 

Non ci siamo fermati a questo: abbiamo allargato la possibilità a varie categorie (https://mef.cislfp.it/2025/10/mefnotizie-incontro-del-30-ottobre-2025.html), oltre a migliorare il coworking

Ed avevamo anche proposto di aumentare a 10 giorni il lavoro agile agli ultra sessantaquattrenni e a chi risiede ad oltre 200 km di distanza

Ma la trattativa su questo punto si è arenata perché un paio di OO.SS. sedute al tavolo si sono opposte adducendo motivazioni incomprensibili. Avete capito bene, la CISL chiedeva aumento di giorni per alcune categorie, l’Amministrazione era aperta a discutere e qualche sindacato al tavolo fece naufragare la trattativa. 

Gli stessi sindacati che poi fanno i comunicati contro chi ha firmato l’accordo. Noi di questi contrasti interni ai sindacati non ne avevamo parlato in precedenti comunicati perché la CISL non fa la guerra agli altri sindacati, non è il nostro stile. 

Gli attacchi li lasciamo volentieri a chi è più povero di proposte e non trova altro modo che attaccarci per cercare consenso. 

Ma c’è un limite alla decenza.

Ricordiamo che la formula “6 giorni fino ad 8” nel 2023 fu vista come un gran successo da tutti i sindacati. Ricordiamo che il Contratto – art. 7, c. 6, lett. ae) e c. 7 - non ci consente di contrattare i giorni ma i criteri di priorità ed i casi di estensione (proprio quello che propose la CISL parlando degli ultra sessantaquattrenni e di chi vive lontano dall’ufficio).

Se dovete chiedere qualcosa insultando gli altri sindacati, almeno leggetelo il CCNL che avete firmato.

 E prima di chiedere la revisione della policy per far fronte alla crisi energetica, leggetela. 

Infatti all’art. 34 della stessa è già prevista la possibilità in casi eccezionali di estendere le giornate di lavoro agile - Qualora emergano esigenze organizzative straordinarie, anche di carattere territoriale, connesse ad esempio a eventi eccezionali, calamità naturali, allerte meteo, emergenze sanitarie e altri eventi particolarmente gravi, a seguito delle quali non sia oggettivamente possibile raggiungere la sede ordinaria di lavoro, il Responsabile dell’Unità organizzativa, di concerto con il Datore di Lavoro territorialmente competente, può autorizzare lo svolgimento straordinario del lavoro a distanza, anche in deroga alle condizioni e modalità previste dalla presente Policy. 

La CISL chiederà l’applicazione dell’art. 34 nel più breve tempo possibile se dovessero persistere le attuali problematiche energetiche.

                                                                             Il Coordinatore Nazionale
                                                                                        Walter De Caro


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