Con il precedente comunicato abbiamo sgombrato il campo dalle fake news sulla parte economica, vediamo ora quali sono quelle sulla parte normativa del contratto.
Nel pubblico impiego le principali fonti del diritto sono:
1) la legge
2) la contrattazione collettiva (CCNL).
La precisazione è necessaria perché alcuni fanno finta di ignorare che alcune materie sono regolamentate da norma di legge e non sono materia contrattuale.
➤ Il buono pasto in lavoro agile sarà pagato togliendo soldi dal Fondo Risorse Decentrate (FRD) FALSO
I soldi dei buoni pasto sono SOLDI IN PIÙ!
Vengono pagati attraverso un apposito capitolo di bilancio delle amministrazioni e nulla viene tolto dal FRD.
➤ Per avere il buono pasto in lavoro agile va fatto un accordo con l’amministrazione oppure è a discrezione delle stesse FALSO
Il buono pasto spetta a tutti i lavoratori che svolgono il lavoro in modalità agile a partire dal 28 gennaio 2025.
I tempi di erogazioni dipendono dal tempo che le amministrazioni impiegheranno per fare i conteggi.
➤ I Passaggi tra le aree in deroga non si possono fare in tutte le amministrazioni FALSO
Il nuovo CCNL consente di fare un nuovo bando di progressioni economiche verticali fino a giugno 2025 per chi non ha la laurea.
Le faremo al MEF? Dipenderà non solo da noi ma anche dall'amministrazione.
Ma sicuramente se non fosse stato sottoscritto il CCNL entro il 31 dicembre 2024 non ci sarebbe stata mai questa possibilità.
➤ La settimana lavorativa su 4 giorni è penalizzante per i lavoratori perché non si diminuiscono le ore di lavoro settimanale MA CHE C'ENTRA?
La giornata corta è un'opportunità! Nessuno sarà costretto a fare i quattro rientri in quanto l’adesione alla settimana corta è volontaria.
➤ Il contratto non ha fatto nulla per agevolare le progressioni economiche orizzontali FALSO
L’articolo 32 del contratto permette di avere più soldi sul FRD che permetteranno di avere più possibilità di progressioni!
➤ A causa del nuovo contratto è stata limitata la possibilità di usufruire delle ferie FALSO
Il nuovo contratto non fa altro che recepire quanto disposto dalla sentenza del 18 gennaio 2024 della Corte di Giustizia dell'Unione Europea nella causa C-218/22 che consente la monetizzazione delle ferie in caso di dimissioni.
Da qui discende il diritto/dovere del datore di lavoro di chiedere la programmazione delle ferie.
Ma come è sempre stato, nulla impedisce di riprogrammare le ferie per esigenze sopravvenute, fermo restando le esigenze gestionali legate a criticità organizzative.
Il Coordinamento nazionale
Per qualunque dubbio e approfondimento, invitiamo a visitare il nostro sito internet https://mef.cisl.it e a scriverci su [email protected].
- Scarica il volantino del comunicato (clicca qui)





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